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L'ALPINO
NON SI ARRENDE MAI!
Questo
motto è la chiave di voltasul quale si è imperniata l'attività
del Gruppo Alpini di Collebeato. Un Gruppo che ha avuto la fortuna di
trovare collocazione ai piedi della collina dei Campiani da dove è
possibile indirizzare lo sguardo verso le prime catene di rilievi che
gradualmente portano lassù sui monti, nell'ambiente naturale dell'Alpino.
Sono state le "Penne Nere", reduci dalla Prima Guerra Mondiale,
a gettare le basi del Gruppo animato in modo particolare all'Alpino Luigi
Brognoliil quale diventerà il Primo Capogruppo.
Dai dati d'archivio
risulta che l'iscrizione ufficiale all'Associazione Nazionale Alpini risale
all'anno 1928 e, madrina del Primo gagliardetto è stata la Signora
Quaglieni, una madre coraggiosa che molto ha sofferto per la perdita di
due figli caduti nella Grande Guerra.  Gino
Giuseppe, soldato del V Alpini, promosso Sottotenente per merito di guerra,
caduto sul Monte Pecinka; Italo Sottotenente di artiglieria da montagna,
dilaniato sul fronte dallo scoppio di una bomba.
La sentita partecipazione della famiglia Quaglieni è risultata
determinante e viva nel
favorire la crescita del Gruppo. È da ricordare la presenza delle
sorelle Lucia e Bice Quaglieni, nel 1956, alla benedizione del Secondo
gagliardetto. Anche alla celebrazione del 50° di fondazione, nel 1978,
sotto la guida del Capogruppo Angelo Paletti, viene registrata la presenza
delle sorelle Quaglieni le quali in segno di fedeltà rinnovarono
il gagliardetto al Gruppo. Una meritoria citazione spetta ai Capigruppo
succedutosi in questi lunghi anni. Dopo Luigi Brognoli che ha guidato
il Gruppo per i primi sette anni (1928-1935), seguono nell'elenco Raffaele
Marchina (1935-1939), Isacco Guerini (1939-1955), Tommaso Rambaldini (1955-1963),
Angiolino Frassine (1963-1968), Angelo Paletti (1968-1984), Giuliano Bonomi
(1984-1987), Gianantonio Marsegaglia (1988-1997), dal 1998 la carica è
ricoperta da Edoardo Marini. È il responsabile di un Gruppo che
conta, oltre ai novantanove Alpini iscritti, anche una schiera di "amici
degli alpini". L'Alpino è generoso e altruista. E la conferma
viene anche dal Gruppo di Collebeato attivamente presente nel campo sociale.
Alcuni eloquenti esempi: la "Scuola Nikolajewka" di Mompiano,
il monumento vivente voluto dagli Alpini bresciani; la presenza in Friuli
e poi in Valtellina, terre degli Alpini, devastate dal terremoto. Da ricordare
anche il generoso contributo offerto al Centro di riferimento oncologico
"Saint Raphael". Il Gruppo Alpini di Collebeato ha inoltre contribuito
alla sistemazione dell'Oratorio parrocchiale. Un impegno profuso con lo
stesso spirito di collaborazione con il quale, negli Anni Sessanta, assieme
al Geuc (Gruppo escursionistico intitolato ai fratelli Uberti), ha promosso
lo sviluppo della pratica sportiva nella disciplina della marcia di regolarità
in montagna. Da segnalare, negli anni più o meno recenti, alcune
iniziative degne di nota come la posa di una targa ai Caduti presso la
Chiesetta degli Alpini a Darfo Boario Terme a conclusione della manifestazione
del 43° anniversario della battaglia di Nikolajewka; come pure una
targa è stata collocata sul Monte Peso in occasione del 60°
di fondazione del Gruppo.
Non va dimenticata la puntuale e numerosa partecipazione degli Alpini
di Collebeato alle varie Adunate Nazionali.
Nella foto grande:
Luigi Brognoli, primo capogruppo degli Alpini di Collebeato.
Nelle foto piccole:
i fratelli Quaglieni (Gino Giuseppe a sinistra, Italo a destra) caduti
da eroi sul fronte della Prima Guerra Mondiale. Alla loro memoria è
stato intitolato il Primo gagliardetto del Gruppo.
IL
PADRE DEGLI ALPINI
| Il
Generale Giuseppe Perrucchetti (nato a Cassano d'Adda nel
1916) è il fondatore degli Alpini. La storica nascita
del Corpo porta la data del 15 ottobre 1872. Dalle iniziali
15 Compagnie distrettuali si passa a 7 Battaglioni, poi
a 10, infine a 7 Reggimenti. E già fin dai primi
giorni gli alpini imparano l'arte di arrangiarsi. Debbono
portare in spalla l'intero corredo, nello zaino enorme,
a forma di armadio, nel quale deve stare tutto, anche la
paglia per dormire e la legna per cucinare. Ma gli Alpini,
in poco tempo, vengono riconosciuti come soldati formidabili.
Perfino il Kaiser di Germania, a Roma, deve ammirarli. E
il Generale Pelloux, primo ispettore del Corpo, inventa
il famoso motto degli Alpini: "Non si passa!".
Giuseppe Perrucchetti morì a Cuorgnè (nel
Canavese) nel 1916 quando i suoi Alpini avevano già
avuto il battesimo del fuoco e di sangue in Africa e nel
Trentino. |
| "TRENTATRE'":
L'INNO DEGLI ALPINI
Dai
fidi tetti del villaggio i bravi alpini sono partiti,
mostran la forza ed il coraggio della loro salda gioventù.
Son dell'Alpe e bei cadetti; nella robusta gioventù
dai loro baldi e forti petti spira un'indomita fierezza.
Oh valore alpino! Difendi sempre la frontiera!
E là sul confin tien sempre alta la bandiera,
per il bel suol nostro italiano dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là tra le selve ed i burroni là, tra le nebbie
fredde e il gelo
piantian con forza i lor picconi ed il cammin sembra più
lieve.
E quando il sole brucia e scalda le cime e le profondità
il fiero alpin scruta e guarda pronto a dare "il chi
va là?".
Oh valore alpino! Difendi sempre la frontiera.
E là sui confini tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta per il suol nostro italiano
dove amor sorride e più benigno irradia il sol.
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