«Una canna da pesca per mio nonno»
«Una canna da pesca
per mio nonno»
di Gao Xingjian,
traduzione di Alessandra Lavagnino
Rizzoli editore
Pagine 138, 24.000
lire (12,39 euro)
Un uomo attraversa Pechino
in bicicletta, trasportando un bambino. Un attimo di distrazione e avviene lo
scontro con un autobus di linea: il piccolo è salvo, ma il padre muore. Come
vive la folla questa tragedia, «avvenuta per caso alle cinque del pomeriggio,
in viale Desheng, all’altezza del negozio di radioriparazioni»? Nel racconto
si accavallano voci e pensieri, senza che si trovi una spiegazione o si voglia
raccontare il passato o il futuro dei personaggi coivolti. Resta invece lo
stupore, per un evento che nessuno ha saputo fermare.
«L’incidente» è solo
uno dei sei racconti di Gao
Xingjian, scelti all’interno di due raccolte pubblicate a Taipei
ed Hong Kong tra il 1989 e il 1996, ed ora presentati al pubblico italiano sotto
il titolo «Una canna da pesca per mio nonno». Sono testi che permettono al
lettore occidentale di ritrovare pensieri ed emozioni familiari in una terra
lontana, che Xingjian sa narrare con la sensibilità di uno scrittore moderno e
descrivere con l’attento sguardo di un pittore. L’autore, che era atteso al Festivaletteratura
di Mantova, scrive infatti saggi, romanzi, testi teatrali, ma ama
anche dipingere.
Con questo volume la Rizzoli inizia a pubblicare l’opera completa dell’autore cinese, il primo a cui sia stato conferito il premio Nobel per la letteratura
Mara Pace
Il
sito delle celebrità cinesi (in inglese)