Stefania percorre la larga via che porta da
Piazza Duomo a Castello Sforzesco, mentre l'aria primaverile le accarezza i
lunghi capelli neri, facendoli muovere al ritmo del suo camminare. I profondi
occhi scuri assorbono la luce del sole e portano nell'affollata Milano un
frammento delle tranquille notti padovane.
E' da lì che arriva Stefania, che indossa una leggera maglia di lino bianco e
sembra non accorgersi della frenesia che la circonda. Non appena vede apparire
l'ingresso del Castello si ferma incantata e forse si sente la principessa di
una fiaba lontana. Un ragazzo con la chitarra le passa accanto e decide di
offrirle una canzone, in omaggio alla sua bellezza ingenua e serena.
Stefania riprende la strada e raggiunge il ponte levatoio. Nel prato interno
alle mura fatica a trovare un angolo tranquillo dove potersi sedere. L'erba è
soffice e i ragazzi prendono il sole su coperte dai mille colori, mentre un mimo
dal volto bianco offre un rosa a una donna sola. Stefania respira l'odore del
prato e cerca qualcosa nello zaino di stoffa indiana che portava in spalle.
Trova una lettera e la appoggia sulle ginocchia, per accarezzare la superficie
della busta in carta paglia azzurra. E' leggermente ruvida al tatto ma trasmette
una sensazione di dolcezza. Ne estrae un foglio fittamente scritto e una piccola
fotografia.
A scrivere è Kiyoaki, dalla lontana Kyoto. E' con lui che si deve incontrare,
dopo due anni di amicizia a distanza. Non si sono mai visti ne parlati prima, ma
conoscono ciascuno una parte dell'altro. Rilegge le ultime righe. Parlano di una
tazza di tè fumante consumata di fretta in areoporto. La lettera è stata
spedita da Parigi, la prima tappa del viaggio europeo di Kiyoaki.
Stefania si guarda in giro e cerca nella folla anonima il volto dell'amico. Ha
atteso a lungo quel giorno, con curiosità ed entusiasmo. Ora però osserva con
nostalgia la scrittura precisa e chiara di Kiyoaki. Pensa alle frasi banali che
si scambieranno e ha l'impressione di spezzare una magia, di porre fine a un
contatto basato sulla distanza. L'attesa della posta al mattino, il racconto di
una terra lontana, l'odore intenso di inchiostro.
Riconosce Kiyoaki che cammina indeciso, guardandosi intorno con aria spaesata.
Lo osserva in silenzio e le sembra irreale. Impossibile parlare con lui, sedersi
a un caffè e mostragli Milano. Stefania rimette la lettera e la fotografia
nella busta e la busta nello zaino. Si allontana in fretta, sicura di aver
salvato uno strana, inspiegabile amicizia.
Cerca già le parole per spiegarlo a Kiyoaki.
Nella prossima lettera.