«Cuccette per signora»

di Anita Nair

Neri Pozza

334 pagine

16 Euro

 Carrozze ferroviarie e sportelli di biglietteria riservati alle donne: un segno di cavalleria o discriminazione? Akhila si ferma davanti alla “fila speciale”, per ritirare il suo tagliando di viaggio, non sapendo se sentirsi arrabbiata o privilegiata. Le donne hanno davvero bisogno di essere protette, o si tratta di una gabbia dorata, dove sentirsi al sicuro dalla paura, essendo però costrette a rinunciare ai sogni? La protagonista di questo romanzo, nuovo titolo dell’autrice indiana di “Un uomo migliore”, non si è mai sposata e ha sempre fatto ciò che si aspettavano da lei: questi interrogativi continuano tuttavia a rimbalzarle nell’anima senza trovare soluzione, costringendola a partire in cerca di una risposta.  

La cuccetta per signore, dove siede con altre cinque donne, si trasforma sotto la spinta delle sue domande in contenitore di parole e pensieri, che nella vita quotidiana si nascondono tra le pieghe del sari o si confondono nella polvere di pietra, necessaria a tracciare il kolam sulla soglia di casa. Le compagne di viaggio si sentono improvvisamente come «feti che s’agitano tra le pareti di un utero, traendo sostentamento dalle reciproche vite, aiutati dal buio esterno e dal fatto che ciò che veniva condiviso tra quelle pareti non sarebbe andato oltre quella notte».

Akhila si accorge presto, fin dal primo racconto, che le risposte altrui non le appartengono, eppure continua ad ascoltare le confessioni di chi le siede accanto: l’anziana Janaki che si accontenta dell’affetto di un matrimonio tranquillo, la giovane Sheela che ricorda la nonna, Margaret che analizza le persone come fossero composti chimici e ingrassa il marito per minarne l’autostima, Prabha Devi che vince la paura e ritrova se stessa imparando a nuotare, e infine la violenza, l’omosessualità e la vendetta di Marikolanthu. Akhila non racconta la sua storia, la ripercorre invece col pensiero, assorbe sentimenti e sensazioni del mondo esterno, e scioglie i mille nodi della sua esistenza in riva al mare, dove giunge al termine del viaggio e dove decide finalmente di seguire il proprio istinto, contravvenendo alle regole sociali che hanno scandito la sua vita.  

Mara Pace

LINK

Il sito di Anita Nair (www.anitanair.net)

Come indossare un sari (http://www.civilization.ca/cultur/inde/indact5e.html)

Esempi di kolam (http://www.geocities.com/Athens/5180/kolam.html)